Dolore e commozione alla cerimonia funebre di Monsignor Manzetti

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 Numerosi sono accorsi a dare l’ultimo saluto al Cappellano Capo.

Muore Don Manzetti

ROMA- Ieri si sono svolte le esequie presso la tensostruttura dell’ospedale San Giovanni Battista di Roma. Grande la commozione e la partecipazione dei presenti.

Alla cerimonia funebre erano presenti il Gran Commendatore, il Gran Cancelliere, il Ricevitore del Comun Tesoro, il Gran Priore di Roma, l’Ambasciatore dell’Ordine presso la Santa Sede, il Vice Commissario, la Direttrice Generale ACISMOM, l’ex Rappresentante magistrale SMOM e molti rappresentanti dell'aristocrazia romana.

E’ stato il giorno del dolore per gli operatori dell’Ospedale della Magliana e per i membri ACISMOM, tutti stretti intorno alla famiglia di Don Manzetti, deceduto venerdì sera proprio all’ospedale San Giovanni Battista, dove la salma è stata esposta fino a ieri.

La funzione religiosa è stata celebrata dal Cardinale Patrono, Paolo Sardi, insieme con il Prelato dell’Ordine, Sua Eminenza Acerbi, e dal cappellano dell’Ospedale, Don Gabriele Fedriga.

Il feretro di Monsignor Manzetti è stato traslato dalla cappella alla tensostruttura, dagli operatori dell’ospedale, che tanto l’avevano seguito nel suo lungo percorso da malato.

La struttura era gremita. Ad aprire la cerimonia è stato Antonio Manzetti, fratello di Don Azelio, che ha ringraziato la struttura e l’Ordine per l’assistenza prestata «che ha riempito di gioia, non già di dolore» il pur triste periodo del caro Monsignore. «In ospedale si è sentito come a casa sua - ha continua Antonio Manzetti - è stato curato sia fisicamente che moralmente, con dedizione e passione». Il fratello di don Azelio ha anche definito gli operatori «ingegneri», che costruiscono ogni giorno idealmente una «impalcatura assistenziale», che mira molto in alto con il grande supporto morale ed etico con cui svolge la sua attività ordinaria.

Il Cardinale Patrono, nella sua omelia, ha ricordato le doti umane e religiose di Don Azelio, che hanno caratterizzato l’intera sua esistenza, dando un forte messaggio di speranza e certezza a proposito della «vita dopo la morte terrena» di ognuno.

Le preghiere dei fedeli hanno invocato la benedizione divina sulla prosecuzione degli ideali portati avanti da Don Manzetti per tanti anni e sulle figure del Santo Padre e del Cardinale Patrono, dei familiari, degli amici e dei conoscenti tutti, affinché la benevolenza divina consolasse tutti per il passaggio del Monsignore a nuova vita.

Al termine della cerimonia il Prelato dell'Ordine di Malta, S. E. Rev.Mons. Angelo Acerbi, ha ricordato brevemente le fasi salienti della vita terrena di Monsignor Manzetti, sottolineandone la forte figura di «Pastore» nel ruolo di cappellano capo e di «Confessore», nonché «Confidente», del precedente Gran Maestro fra' Andrew Bertie.

Prima del commiato per il suo ultimo viaggio terreno verso il Cimitero Monumentale del Verano, sono state intonate dal trombettiere militare (in quanto Cappellano capo del Corpo militare) le note del silenzio. A seguire è stato proiettato un breve filmato (girato non più tardi di un mese fa) con Don Azelio che - quasi come testamento spirituale - incoraggiava chi ascoltava a portare avanti progetti costruttivi nei confronti dell’Ospedale San Giovanni Battista e, più in generale, dell’assistenza ai malati e ai deboli.

Il Cardinale Sardi, al termine della celebrazione, dando l’ultimo saluto pubblico a Don Azelio, ha voluto manifestare il desiderio di far suo l'impegno a sostegno dell'ospedale e di essere vicino aisignori malati, con lo stesso affetto ed entusiasmo che ha contraddistinto Mons. Manzetti, ricevendone l'eredità spirituale.

 

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